25/03/19

Il romanzo storico? Elsa Morante e LA STORIA

Risultati immagini per foto morante elsa

 Biografia della scrittrice
E’ curioso il gioco dei nomi nella vita di Elsa Morante.
Nata a Roma da Irma Poggibonsi e Francesco Lo Monaco, suoi genitori naturali, ebbe come padre legittimo Augusto Morante, marito della madre. Il suo cognome perciò, dal suono particolarmente eufonico, è un obbligo d’anagrafe, ma anche una sorta di pseudonimo legale, un ‘doppio’ di nascita. Segno, questo, che si sposa benissimo con la natura immaginifica e segreta di Elsa.


23/03/19

Il romanzo storico: La lunga vita di Marianna Ucrìa

BIOGRAFIA DI DACIA MARAINI:
http://www.daciamaraini.com/biografia.shtml

un milione di marianna ucria

Qui trovi tutte le informazioni sul romanzo

https://it.wikipedia.org/wiki/La_lunga_vita_di_Marianna_Ucr%C3%ACa

UN SILENZIO CHE FA RUMORE  (DI sONIA FASCENDINI)

Questo romanzo inizia in modo inquietante. Una bambina di sette anni viene accompagnata dal padre ad assistere ad un'impiccagione. La ragione? La ragazzina è sordomuta, probabilmente a seguito di un trauma e quindi si pensa che un altro spavento possa farle tornare la parola. La cura per fortuna non provoca danni peggiori del male che vuole guarire.
Siamo agli inizi del settecento in Sicilia nella casa di Marianna, una delle figlie di un nobile e ricco possidente. La bambina ad appena tredici anni viene data in sposa ad uno zio che ha parecchi decenni più di lei. Nonostante la sua infermità che potrebbe relegarla ad un ruolo di secondo piano fa sentire il suo pensiero e trascorre una vita molto più piena di molte altre persone. Ubbidiente e rispettosa verso il marito per educazione, per natura non gli sarà mai succube. Attenta ed amorevole verso i figli non li perderà mai d'occhio, ma senza farli diventare mammoni nè diventarne dipendente. Appassionata di libri darà scandalo per le sue letture progressiste, ma nella vità sarà sempre legata alle tradizioni e ai propri principi. Rispetterà e riverirà i genitori come da educazione ricevuta, ma questo non minerà la sua obiettività verso di loro. Conoscerà le varie forma dell'amore, quello egoista e crudele prima e poi quello sincero: appassionato ma allo steso tempo puro. Viaggerà molto: prima con la mente saltando di pagina in pagina dei numerosi libri di cui si circonderà e poi in modo reale passando con naturalezza da alberghi lussuosi a stamberghe infestate dai pidocchi.
Questo non è solo un romanzo che ci parla di una donna capace di imporsi pur avendo a disposizione solo delle armi spuntate. Ci parla anche della condizione femminile. La modernità ed audacia di Marianna è tanto più evidente se paragonata con la madre, le sorelle e le figlie. Tutte rassegnate al loro destino di oggetti di scambio. Sistemate in convento o cedute a ricchi uomini come fattrici e come pegni per accordi finanziari. Ognuna di loro si rifugia in quello che può. In un amore per i figli che le annulla, nel laudano, tra le braccia dell'amante. Ma nessuna di loro sarà mai se stessa. Peggiore ancora il confronto con la vita di contadine, cameriere e serve. Obbligate ad ubbidire a marito padroni e figli, queste ragazze si accontentano delle briciole e devono pure ringraziare.
Stile abbastanza scorrevole, salvo alcune parti decisamente pesanti. Nel complesso però sarebbe uno di quei libri che si divorano in poco tempo, se non fosse che parecchi sono gli spunti di riflessione. parecchi anche i riferimenti storici che stimolano ad approfondire la conoscenza di quel periodo.

22/03/19

Il nome della rosa: un altro romanzo storico

SINTESI DEL ROMANZOIl bene­dettino Adso da Melk ormai vecchio racconta le vicen­de di cui fu testimone nel novembre del 1327 in un gran­de monastero benedettino del Nord Italia dove giunse come segretario del dotto francescano Guglielmo da Baskerville, incaricato di una delicata missione diplomati­ca. Dopo il loro arrivo, l'abbazia viene sconvolta da una serie di morti inspiegabili: prima il miniaturista Adel­mo, poi il monaco Venanzio, quindi l'aiuto biblioteca­rio Berengario, il monaco erborista e il bibliotecario Malachia. Durante i sette giorni di permanenza all'abbazia Gugliemo conduce le ricerche attraverso colloqui, in­terrogatori e osservando il comportamento dei frati. Ben presto comprende che i delitti muovono dalla bibliote­ca, la più grande della cristianità, costruita come un la­birinto il cui accesso è noto solo al bibliotecario. Nella biblioteca esiste poi una sezione finis Afrìcae a tutti inac­cessibile. Guglielmo e Adso riescono a penetrarvi e sciolgono il mistero. Gli omicidi sono opera dell'ex bi­bliotecario cieco Jorge da Burgos che ha voluto impe­dire la lettura di un libro secondo lui pericolosissimo: il secondo libro della Poetica di Aristotele dedicato al­la commedia e al riso e ritenuto perduto. Jorge convin­to che il libro potesse danneggiare la cristianità ne ha avvelenato le pagine e i frati che hanno tentato di leg­gerlo sono morti. Scoperto, Jorge preferisce morire: di­vora il libro avvelenato e da fuoco alla biblioteca.L'INTERO ROMANZO IN PDF SI TROVA  QUI

08/03/19

Luigi Pirandello



     Io penso che la vita è una molto triste buffoneria,
poiché abbiamo in noi, senza sapere né come né perché né da chi
la necessità di ingannare di continuo noi stessi con la spontanea creazione di una realtà (una per ciascuno e non mai la stessa per tutti) la quale di tratto in tratto si scopre vana e illusoria.
 Chi ha capito il gioco non riesce più a ingannarsi; ma chi non riesce più a ingannarsi non può più prendere né gusto né piacere alla vita. Così è.
Luigi Pirandello

(Dalla lettera autobiografica inviata a Filippo Sùrico,
direttore del periodico romano Le Lettere
e pubblicata sul nel numero del 15 ottobre 1924.)

Biografia e opere                       

http://www.pirandelloweb.com/

07/03/19

Italo SVEVO

BIOGRAFIA DI ITALO SVEVO  (da Treccani.it)





L'intero romanzo La coscienza di Zeno è leggibile a questo link:
www.letteraturaitaliana.net/pdf/Volume_9/t352.pdf



14/02/19

NATURALISMO, VERISMO, VERGA


Introduzione al Naturalismo

Gli scrittori veristi italiani nell’elaborare le loro teorie letterarie  e nello scrivere le loro opere, prendono le mosse, sia pur con sensibili divergenze, dal Naturalismo che si afferma in Francia negli anni Settanta dell'ottocento. .
     La parola “Naturalismo” compare per la prima volta in un saggio del 1858 del critico positivista Hippolyte Taine (1828-1893). D’altra parte lo stesso Taine nel 1865 darà un contributo alla teoria del romanzo e allo studio dei temperamenti umani mostrando che gli  individui sono sempre determinati da tre fattori: le leggi della razza  e dell’eredità, l’ambiente sociale, il momento storico (in francese: race, milieu, moment).

26/01/19

Poeti civili del novecento

La plurisecolare tradizione inaugurata da Italia mia di Petrarca e dai canti sesti di Dante arriva fino alla canzone civile di Leopardi All'Italia. Il secondo dopoguerra si apriva con un convinta ripresa della poesia civile, nella quale ricorre assiduo, suffragato da profonde istanze di rinnovamento, il tema “Italia”.


07/01/19

Giovanni Pascoli


                                                                           
                                    
UN ARTICOLO SUL SOLE 24ORE SOTTOLINEA LA MODERNITA' DEL POETA 

30/10/18

Giacomo Leopardi




(la scheda informativa del film con riflessioni nella pagina a parte)
www.leopardi.it : sito dedicato all'autore, con tutte le opere

19/09/18

NUOVA QUINTA!

Concorso La fabbrica dei Nobel

07/05/18

Italo Calvino


Per Calvino bisogna parlare di un narratore di scritture diversissime, tra il genere realistico, quello fantastico e lo sperimentale; egli è inoltre stato  un formidabile saggista e intellettuale attento agli avvenimenti mondiali, che intervenne spesso sui giornali, insieme a Pasolini.






03/05/18

Il Paradiso

La terza cantica della Commedia racconta la parte conclusiva
 del  viaggio di Dante  nel regno degli angeli e beati. Esso è
il regno della luce, simbolo della beatitudine  e della
spiritualità ma anche della gloria e della potenza di Dio.
 Nell’ultimo canto  il protagonista raggiunge il fine ultimo
 della sua impresa,  ottenendo di poter contemplare
  la luce divina.
Il viaggio di Dante nell’aldilà si svolge nella settimana santa
 del 1300, tra il mezzogiorno  della domenica di Pasqua
e il mezzogiorno del Lunedì dell’Angelo.

02/05/18

POETI CONTEMPORANEI


UNA INCOMPLETA ANTOLOGIA 

:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

15/04/18

Eugenio Montale


(Montale anziano a tavola con l'attore Carmelo Bene)




05/12/17

26/11/17

IL NEOREALISMO

Non è facile dare una definizione di Neorealismo, dal momento che non si tratta tanto di un movimento culturale o di una corrente letteraria dal manifesto poetico ben definito quanto di una tendenza e di un "clima" complessivo della cultura e della narrativa italiana degli anni ‘40-’50.

14/11/17

PRIMO LEVI

Scrittore (Torino 1919 -1987). Ha offerto una delle più alte testimonianze sulla tragica realtà dei lager in Se questo è un uomo (1947), dove ha descritto la sua esperienza di ebreo deportato ad Auschwitz; la sua successiva produzione ha indagato la produzione industriale, volgendosi poi nuovamente al tema delle persecuzioni razziali (Se non ora, quando?, 1982; I sommersi e i salvati, 1986).

COMPENDIO DI STORIA ITALIANA DAL 1861 AL 1913


1861- 1876

L'Italia unita (26 milioni di abitanti) ha molti problemi. Bilancio dello stato deficitario, analfabetismo (78% della popolazione), arretratezza del Meridione ('61-'65: brigantaggio; Dossier Sonnino), ferrovie limitate (2.500 km). Vi era da completare l'unificazione territoriale (Veneto e Roma).
Il parlamento diviso in Destra (Cavour e i suoi simpatizzanti) e Sinistra (esponenti legati alle correnti democratiche del Risorgimento).
Morto Cavour (6 giu. '61)  Destra al governo. Inasprimento fiscale, estensione a tutto il Regno dello Statuto Albertino, unificazione degli apparati amministrativi, finanziari, monetari, doganali.
Potenziamento delle ferrovie (8100 km nel 1876). 1862: primo tentativo di annessione del Veneto (Garibaldi fermato da Rattazzi dopo le pressioni di Napoleone III), quindi di Roma (29 ago.: massacro dell'Aspromonte).
1864: Convenzione di settembre. Annunciato lo spostamento di capitale a Firenze (1865).
1866: alleanza con la Prussia contro l'Austria. Giu. - ago.: guerra vinta grazie ai prussiani. 3 ott.: la Pace di Vienna porta all'Italia il Veneto.
1867: nuovo fallimentare tentativo garibaldino per liberare Roma (Villa Glori e Mentana). 20 sett. 1870: Iontani i Francesi (Guerra franco-prussiana), Roma viene conquistata.
Maggio. '71: Legge delle Guarentigie per i rapporti Stato-Chiesa.
Pio IX emana il Non expedit  che proibisce ai cattolici di votare. 
1877-1913

Agostino Depretis uomo nuovo della Sinistra al governo. Riforma per l'istruzione obbligatoria (1877) ed elettorale (1882). Abolizione della tassa sul macinato (1879).
Inizia la sfortunata politica coloniale: nel genn. '87 gli Etiopici massacrano a Dogali 500 italiani.
29 lug.: morte di Depretis. Il governo a Francesco Crispi, nazionalista, ammiratore di Bismarck.
1888: guerra commerciale alla Francia. Leggi sulla sanità pubblica (1888) e codice penale Zanardelli (1889).
2 magg. '89: Trattato di Uccialli con l'Etiopia. L'Eritrea ufficialmente colonia (5 magg.). '91: dimissioni. '92: nasce a opera di Turati il PSI (Congresso di Genova).
'92-'93: primo governo Giolitti.
Fasci siciliani. Non intervento governativo. Scandalo della Banca Romana e dimissioni di Giolitti. Torna Crispi: usa la forza in Sicilia, clima da “patria in pericolo”.
1896: dopo la sconfitta di Adua a opera degli Etiopici, Crispi si dimette.
1898: Milano, moti per il carovita; Bava Beccaris spara sulla folla (80 morti); arresti, rigurgiti reazionari.
1899: il primo ministro Pelloux presenta progetti di legge anti-liberali. Alle elezioni di giugno affermazione della Sinistra. Forte ripresa industriale.
Dal 1903 governi Giolitt(fino al '14). Progressi in tutti i campi, miglioramenti della legislazione sociale.
1906: nazionalizzazione delle ferrovie.
1909-1911: Guerra di Libia.
1912: suffragio universale maschile.
1913: Patto Gentiloni. Polemiche per questa mossa e dimissioni di Giolitti.

13/11/17

Matilde Serao

Un'altra forma di "verismo" è rappresentata da Matilde Serao


Matilde Serao nacque nel 1856 a Patrasso da padre napoletano e da madre greca. Alla caduta del Regno borbonico, la famiglia si trasferì a Napoli, dove Matilde nel 1874 conseguì il diploma di maestra presso l’istituto Pimentel Fonseca di Piazza del Gesù. Si impiegò quindi come ausiliaria ai Telegrafi di Stato, mentre nel tempo libero iniziò a coltivare interesse per la letteratura ed il giornalismo. L’esordio come scrittrice avvenne nel Giornale di Napoli, dapprima con articoli d’appendice, poi con novelle in cui si firmava con lo pseudonimo di Tuffolina .

02/10/17

Berger o del guardare

PROGRAMMA RADIOTRE:

http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-cd746187-4367-4964-ab19-0328c5c48f12.html


Il vedere viene prima delle parole. Il bambino guarda e riconosce prima di essere in grado di parlare. 

"Ogni cosa comincia con la pelle, la carne, la superficie di quel corpo, l’involucro di quell’anima. Che il corpo sia nudo o vestito, che l’estensione di quella pelle sia delimitata da una frangia di capelli, dalla scollatura di un abito, o dal profilo di un torso o di un fianco, fa poca differenza. L’unica cosa che conta davvero è se il pittore ha, o non ha, oltrepassato la linea di confine di quell’intimità immaginaria al cui limite estremo ha inizio una tenerezza vertiginosa. Ogni cosa comincia con la pelle e con ciò che la delimita. Ed è lì che trova anche la sua completezza.

Quando si disegna qualcosa di vivo – sto pensando a una pianta, un animale o un viso e tralasciando un ponte o un cumulo di pietre, ma si tratta di una distinzione del tutto falsa, perchè sono vivi anch’essi, vivi in modo diverso, sono inanimati ma non morti – ok, quando si disegna qualcosa di vivo, in definitiva si disegnano le tracce di quel che gli è capitato fino al momento in cui hai cominciato a osservarlo, le tracce di come è diventato fisicamente se stesso o, nel caso si tratti di un volto, di come quella faccia, attraverso l’esperienza che si intravede dietro a essa, sia diventata quello che è. Perciò mi sembra che disegnare sia osservare le tracce di come la cosa che si sta guardando sia diventata se stessa. Il che ha naturalmente molto a che vedere con l’argomento di cui stiamo parlando: come si racconta una storia.!

Anteprima del libro di John Berger, Questione di sguardi, Il Saggiatore


IL FILM JONAS CHE AVRA' VENT'ANNI NEL DUEMILA (Alan Tanner, sceneggiatura Berger)

https://youtu.be/0VG0IhpS_1s


25/09/17

Alessandro Manzoni e il romanticismo italiano

Appunti su Illuminismo e Romanticismo
Gennaro Tedesco - 18-01-2014
Se l'Illuminismo sembra essere un tipico movimento intellettuale progressista, non dobbiamo credere che il Romanticismo sia necessariamente il contrario.
L'illuminismo nasce e si sviluppa per opera di intellettuali europei della fine del ' 700 in funzione del riconoscimento oggettivo, politico dello status di classe generale ed egemone della borghesia europea.
La genericità dello slogan rivoluzionario caratteristico della Rivoluzione francese , libertà, uguaglianza e fraternità, non è a caso. Questi tre valori così generici e vaghi servono ad aggregare il consenso intorno ad una borghesia che, altrimenti, farebbe fatica ad ottenerlo.
Una volta che, però, la spinta ideologica e rivoluzionaria della borghesia francese si è esaurita, ad esempio l'Italia e la Germania, o meglio, gli intellettuali borghesi di questi due Paesi, scoprono si di aver contribuito all'affermazione della borghesia , ma di quella francese. Di qui, nei confronti dell'Illuminismo, più che una delusione, una revisione di certi atteggiamenti critici ed ideologici che passa attraverso un ventaglio di posizioni diversificate: il Romanticismo.
Se in Francia per parecchi intellettuali borghesi (Chateaubriand o in Savoia De Maistre) il nuovo ricompattamento intorno al Romanticismo significa il ritorno all'Ancien Règime, alla tradizione legittimistica cattolica e l'accettazione quasi entusiastica della Restaurazione metternichiana, in Germania, ma soprattutto in Italia, il Romanticismo assume dimensioni e sviluppi del tutto diversi e progressivi.

In Italia il Romanticismo diviene un correttivo dell'Illuminismo.
I valori antifeudali ed antiaristocratici, utilitaristici, della Rivoluzione francese non vengono perduti, anzi rafforzati dalla scoperta romantica del popolo nella sua dimensione originaria e nazionale. Ed è proprio il clima della Restaurazione metternichiana che rende sempre attuali in Italia quei valori eversivi della Rivoluzione francese corretti da un ritrovato spirito nazionale e quindi antiaustriaco della nostra intellettualità borghese. Nell'Italia della Restaurazione lo spirito rivoluzionario borghese della Rivoluzione francese diviene patrimonio del movimento nazionale borghese antiaustriaco.
La borghesia italiana comincia ad acquisire i tratti di una vera e propria borghesia proprio nel momento in cui rivendica la propria identità nazionale contro l'Austria nel periodo della Restaurazione metternichiana .
Un passo decisivo verso la ricerca di uno status ricapitolativo della situazione della borghesia italiana nel periodo del Romanticismo è dato dai " Promessi Sposi " di A. Manzoni. Nel romanzo storico di Manzoni troviamo i tratti distintivi dell'Illuminismo e del Romanticismo italiano: ricerca di un nuovo "rivoluzionario " linguaggio che sfocia nell'introduzione della lingua dell'uso contro l'accademismo linguistico, conseguente individuazione di un nuovo pubblico in senso lato borghese , formazione di un'opinione pubblica italiana che nella coincidenza della novità linguistica con i contenuti storico-nazionali (rifiuto istintivo dell'occupazione spagnola dell'Italia del '600, protagonismo sociale dei così detti " umili ", realismo) più facilmente e per la prima volta trova se stessa.


Hayez, ritratto di A. Manzoni con tabacchiera

18/09/17

17/09/17

Epica e romanzo - il romanzo moderno

Innumerevoli sono i romanzi del mondo. Ma come parlarne?  Per prima cosa, il romanzo è per noi un grande fatto culturale, che ha ridefinito il senso della realtà, il fluire del tempo e dell'esistenza individuale, il linguaggio e le emozioni e i comportamenti. Romanzo come cultura, dunque; ma certo anche come forma, e anzi forme, plurale, perché nella sua lunga storia si incontrano le creature piú sorprendenti, e l'alto e il basso si scambiano volentieri di posto, e i confini stessi dell'universo letterario diventano incerti. A volte, viene da pensare a Babele. Ma è proprio questa flessibilità che ha fatto del romanzo la prima forma simbolica davvero mondiale: una fenice che ovunque si trovi sa riprendere il volo, e ha l'astuzia di azzeccare sempre il linguaggio giusto per i suoi nuovi lettori.
CopertinaFranco Moretti 









Decadenza del genere epico / ascesa del romanzo = decadenza dell'aristocrazia / ascesa della borghesia
1.Ascesa della borghesia
  • Il romanzo moderno accompagna e al contempo riflette l’ascesa e l’affermazione della classe borghese dopo la Rivoluzione francese in ambito politico (crollo dell’ancien regime), economico (seconda rivoluzione industriale e nascita del capitalismo) e culturale (affermazione di una precisa gerarchia di valori legata all’utilitarismo e al materialismo borghese); semplificando, possiamo affermare che la borghesia soppianta l’aristocrazia, il mondo borghese con i suoi valori si afferma sul decadente mondo aristocratico che aveva dominato l’Europa sin da Carlo Magno (IX secolo).
2.Il tramonto del genere epico
  • Questa evoluzione ha il suo corrispettivo in ambito letterario: più si sviluppava e si affermava il romanzo e più tendeva a rarefarsi la produzione di poemi epici, un genere rimasto centrale e importante almeno fino al XVIII secolo. L’epos rappresentava sempre più un genere distante, portatore di valori ormai in declino e appartenenti a quell’aristocrazia di ascendenza medievale che aveva dominato in Europa fino alla rivoluzione francese; il romanzo, ben più dell’epos, in quanto genere nuovo, non vincolato da regole formali precise e libero dall’osservanza dei modelli classici del passato, si prestava a dar voce alle istanze e alla nuova visione del mondo della classe borghese in ascesa.
Perché il romanzodiventa il genere privilegiato per raccontare la realtà?
  • Il romanzo, come abbiamo visto, nasce ai margini del sistema letterario ufficiale che privilegiò sempre la poesia (in particolare nel 1500/1600 il genere epico e della poesia pastorale, come risulta evidente anche dalla biblioteca di Don Chisciotte) a discapito, per esempio, del romanzo cavalleresco e picaresco (che pure conobbero una straordinaria diffusione, ma sempre al di fuori del sistema letterario ufficiale, come dimostra peraltro la difficoltà di rintracciarne gli autori, il plagio continuo, il mancato riconoscimento dell'authorship, tutti elementi che caratterizzano, come abbiamo visto, la serie di romanzi cortesi-cavallereschi presenti nella biblioteca di Don Chisciotte).
  • Nel 1700 il romanzo diventa invece la forma letteraria dominante perché:
  • A)è un duttile strumento per rappresentare gli aspetti molteplici della società e insieme per analizzare sentimenti e passioni degli individui;
  • B)consente all'autore di esporre la sua concezione del mondo (es. in  R.Crusoe la fiducia incrollabile nel progresso e nella capacità dell'uomo di plasmare e dominare il mondo della natura), a volte con interventi diretti di commento (come avviene spesso nei romanzi di Defoe) oppure mediante la stessa strategia narrativa e quindi con una finzione di oggettività (es. la convinzione per cui l'uomo, grazie alle sue capacità tecniche e all'intelligenza, può sopravvivere anche in un ambiente ostile e renderlo familiare e civile, traspare ogni volta che Robinson costruisce qualcosa, utilizzando i materiali che ha disposizione, quelli della nave e quelli che gli offre la natura incontaminata dell'isola).
  • C)è una forma di narrazione estremamente duttile anche dal punto di vista strutturale, libera, in un certo senso, dalle regole formali imposte al genere della poesia (chi scrive un poema epico deve attenersi a una serie di precetti stilistico-formali invariati dai tempi di Omero e Virgilio: narrazione impersonale in terza persona, personaggi di un certo tenore, linguaggio aulico-solenne ecc.): si scrivono infatti romanzi in prima o in terza persona, in forma epistolare o di racconto autobiografico, di tono patetico-sentilmentale (come la Pamela di S. Richardson) o invece ironico, parodico (come il Tristam Shandy di L. Sterne).
  • D)Consente di comunicare insegnamenti (come avviene spesso in Moll Flanders) o puro divertimento.

Perché il romanzo moderno nasce in Inghilterra?

Perché il romanzo moderno nasce in Inghilterra?
  • Non a caso il romanzo nasce e conosce i suoi primi significativi sviluppi nella progredita Inghilterra del Settecento che stava sperimentando profondi cambiamenti sociali e culturali a seguito della crescente industrializzazione: qui la borghesia esercitò sempre più un ruolo dominante non sul piano della produzione, sul piano economico, ma anche culturale e sociale.
  • Il motore della crescente industrializzazione del paese è la classe borghese che soppianta, almeno dal punto di vista economico, l’antico potere aristocratico (che mantiene tuttavia la sua centralità sul piano politico); è naturale dunque che il romanzo si sviluppi proprio nella nazione in cui la classe borghese è più avanzata.
  • A questo si aggiunge la presenza di un pubblico intellettualmente molto partecipe e attivo grazie all’alto tasso di alfabetizzazione: gran parte della popolazione, donne comprese, legge i giornali e acquista libri. Le donne in particolare sono avide lettrici ed è proprio al pubblico femminile che sono destinati i primi romanzi prodotti in questo periodo (anche Robinson Crusoe).
DAL SITO DEL LICEO MEDI DI SENIGALLIA-

Per approfondire vedi il testo di G. LUKACS Problemi di teoria del romanzo (in particolare i due saggi di Lukacs e di Bachtin) nel PDF QUI

23/04/17

L'età del DECADENTISMO

L'Età del Decadentismo

Le componenti culturali  del Decadentismo  vanno individuate nel "superomismo" di Nietzsche, nell' "intuizionismo" di Bergson e nella scoperta dell'inconscio di Freud.

15/11/16

Carlo Emilio Gadda 2 (a cura di Francesco Bortolotto)

(a cura del dott, Francesco Bortolotto)

CARLO EMILIO GADDA (1883- 1973)

14/11/16

Carlo Emilio Gadda 1


Carlo Emilio Gadda nasce il 14 novembre 1893 a Milano, in via Manzoni 5. Nel 1912, conseguita la licenza liceale a pieni voti, si iscrive all'Istituto Tecnico Superiore di Milano - Sezione Ingegneri (poi Politecnico). Il 1° giugno 1915, chiamato alle armi, è assegnato al 1° Reggimento Granatieri. Trasferito al 5° Reggimento Alpini, al fronte, il 25 ottobre 1917 viene fatto prigioniero durante la ritirata di Caporetto: trascorre la prigionia a Rastatt (Baden) e nel campo di Celle (Hannover).

01/04/16

Tempo di tesine.....

Qualche dritta pratica per fare una tesina- ovvero il percorso di approfondimento personale da presentare all'esame di maturità - convincente, corretta, avvincente nei confronti dei commissari e soddisfacente per chi la costruisce. Nessun lavoro è inutile se si fa seriamente, sarà una competenza acquisita per l'università!

28/03/16

Gabriele D'Annunzio

Di lui ha scritto Alberto Arbasino, che è il 
“Cadavere in Cantina fra i più ingombranti di tutte le letterature, di tutti i paesi” 


D'Annunzio e Mussolini  (articolo del feb 2013, Un Vate per tutti e per nessuno)

Interventismo di D'Annunzio (discorso sullo scoglio di Quarto dei Mille il 5 maggio1915). Aveva 52 anni ma partecipò alla guerra con imprese clamorose (la beffa di Buccari, il volo su Vienna) e lanciò l'impresa della conquista della città di  Fiume dal sett al dic 1919.  __________________________________________________________________


LE CITTA' TERRIBILI, da MAIA (grande progetto delle
Laudi del cielo del mare della terra e degli eroi , composto di tre libri Maia, Elettra e Alcyone)

10/02/16

Anna Maria Ortese


Scrittrice che per la continua invenzione e per l'aperto sperimentalismo delle forme narrative risulta assai poco riportabile ai canoni consolidati, Anna Maria Ortese ha condotto un'esistenza alquanto ritrosa e solitaria, cui hanno contribuito sia una vita in pratica senza radici e segnata dal dolore, anzitutto per i numerosi lutti familiari (che segnano in profondità anche la sua opera), sia un atteggiamento fortemente critico verso il mondo culturale e intellettuale del suo tempo. 

08/02/16

Matilde Serao



Matilde Serao coincide con il ritratto della città, il ritratto segreto e commosso, trepidante e acceso, vibrante e straziato di una città che esprime la sua grandezza non già attraverso l'opulenza ed il sorriso, ma con la miseria ed il pianto” 


Matilde Serao nacque nel 1856 a Patrasso da padre napoletano e da madre greca. Alla caduta del Regno borbonico, la famiglia si trasferì a Napoli, dove Matilde nel 1874 conseguì il diploma di maestra presso l’istituto Pimentel Fonseca di Piazza del Gesù. Si impiegò quindi come ausiliaria ai Telegrafi di Stato, mentre nel tempo libero iniziò a coltivare interesse per la letteratura ed il giornalismo. L’esordio come scrittrice avvenne nel Giornale di Napoli, dapprima con articoli d’appendice, poi con novelle in cui si firmava con lo pseudonimo di Tuffolina .

14/01/16

Realismo, naturalismo, verismo; Giovanni Verga

Il Realismo letterario

Il nuovo pensiero scientifico e filosofico ebbe immediati riflessi sulla letteratura del tempo, anche se non bisogna dimenticare che una tendenza realistica era già presente nel Romanticismo: ne sono un esempio Manzoni, Dickens, Stendhal, Balzac, ritenuto infatti il precursore del Realismo vero e proprio della seconda metà dell’Ottocento; la differenza tra il Realismo romantico e quello positivistico consiste nel fatto che il primo fu illuminato da una concezione religiosa e idealistica della vita, mentre il secondo fu materialistico e scientifico.
In precedenza la letteratura aveva avuto come protagonista l’uomo, ritenuto un essere privilegiato, dotato di spirito, autocoscienza e libero arbitrio, dominatore della natura e della storia. Con l’avvento del Realismo, invece, l’uomo viene considerato una creatura come le altre, sottoposta agli stessi condizionamenti, come dice Hyppolite Taine (1828-1893), dell’ereditarietà (la race), dell’ambiente (il milieu), del momento storico (il moment).
La letteratura che lo rappresenta deve quindi essere realistica, abbandonando il suggestivo, il sentimentale, il fantastico e attenendosi al positivo, al reale, all’oggettivo.
Rispettando tale concezione la poetica del Realismo si fonda su due principi fondamentali:
  1. il reale-positivo come oggetto;
  2. l’impersonalità dell’opera d’arte.

21/09/14

Alla sera, un sonetto esemplare

QUI analisi retorica molto precisa:
http://www.fareletteratura.it/2012/01/20/analisi-del-testo-alla-sera-di-ugo-foscolo/
_____________________________________________________________________________
Tra i sonetti del Foscolo, il sonetto Alla sera ha un’importanza fondamentale non solo per i sonetti ma anche per tutta l’opera di Ugo Foscolo. Infatti il sonetto Alla sera si pone come superamento delle Ultime lettere di Jacopo Ortis e come anticipazione dei Sepolcri.
                                        Alla Sera 
Foscolo, Alla Sera, sonettiForse perché della fatal quïete
Tu sei l'imago a me sì cara vieni
O sera! E quando ti corteggian liete
Le nubi estive e i zeffiri sereni,

E quando dal nevoso aere inquïete
Tenebre e lunghe all'universo meni
Sempre scendi invocata, e le secrete
Vie del mio cor soavemente tieni.

Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme
                                       che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
                                      questo reo tempo, e van con lui le torme

                                     Delle cure onde meco egli si strugge;
                                     e mentre io guardo la tua pace, dorme
                                    Quello spirto guerrier ch'entro mi rugge. 


19/09/14

Appunti su Illuminismo e Romanticismo


Gennaro Tedesco - 18-01-2014
Se l'Illuminismo sembra essere un tipico movimento intellettuale progressista, non dobbiamo credere che il Romanticismo sia necessariamente il contrario.
L'illuminismo nasce e si sviluppa per opera di intellettuali europei della fine del ' 700 in funzione del riconoscimento oggettivo, politico dello status di classe generale ed egemone della borghesia europea.
La genericità dello slogan rivoluzionario caratteristico della Rivoluzione francese , libertà, uguaglianza e fraternità, non è a caso. Questi tre valori così generici e vaghi servono ad aggregare il consenso intorno ad una borghesia che, altrimenti, farebbe fatica ad ottenerlo.
Una volta che, però, la spinta ideologica e rivoluzionaria della borghesia francese si è esaurita, ad esempio l'Italia e la Germania, o meglio, gli intellettuali borghesi di questi due Paesi, scoprono si di aver contribuito all'affermazione della borghesia , ma di quella francese. Di qui, nei confronti dell'Illuminismo, più che una delusione, una revisione di certi atteggiamenti critici ed ideologici che passa attraverso un ventaglio di posizioni diversificate: il Romanticismo.
Se in Francia per parecchi intellettuali borghesi (Chateaubriand o in Savoia De Maistre) il nuovo ricompattamento intorno al Romanticismo significa il ritorno all'Ancien Règime, alla tradizione legittimistica cattolica e l'accettazione quasi entusiastica della Restaurazione metternichiana, in Germania, ma soprattutto in Italia, il Romanticismo assume dimensioni e sviluppi del tutto diversi e progressivi.

In Italia il Romanticismo diviene un correttivo dell'Illuminismo.
I valori antifeudali ed antiaristocratici, utilitaristici, della Rivoluzione francese non vengono perduti, anzi rafforzati dalla scoperta romantica del popolo nella sua dimensione originaria e nazionale. Ed è proprio il clima della Restaurazione metternichiana che rende sempre attuali in Italia quei valori eversivi della Rivoluzione francese corretti da un ritrovato spirito nazionale e quindi antiaustriaco della nostra intellettualità borghese. Nell'Italia della Restaurazione lo spirito rivoluzionario borghese della Rivoluzione francese diviene patrimonio del movimento nazionale borghese antiaustriaco.
La borghesia italiana comincia ad acquisire i tratti di una vera e propria borghesia proprio nel momento in cui rivendica la propria identità nazionale contro l'Austria nel periodo della Restaurazione metternichiana .
Un passo decisivo verso la ricerca di uno status ricapitolativo della situazione della borghesia italiana nel periodo del Romanticismo è dato dai " Promessi Sposi " di A. Manzoni. Nel romanzo storico di Manzoni troviamo i tratti distintivi dell'Illuminismo e del Romanticismo italiano: ricerca di un nuovo "rivoluzionario " linguaggio che sfocia nell'introduzione della lingua dell'uso contro l'accademismo linguistico, conseguente individuazione di un nuovo pubblico in senso lato borghese , formazione di un'opinione pubblica italiana che nella coincidenza della novità linguistica con i contenuti storico-nazionali (rifiuto istintivo dell'occupazione spagnola dell'Italia del '600, protagonismo sociale dei così detti " umili ", realismo) più facilmente e per la prima volta trova se stessa.

LINEA DEL TEMPO TRA OTTO E NOVECENTO

ANNO SCOLASTICO 2014 2015



(TRATTO DA http://www.valsesiascuole.it/crosior/)

23/04/14

Gli eredi di Leopardi


******************************************
Un’eredità difficile:voci del Novecento a confronto con  Giacomo  Leopardi sui falsi miti dell’uomo
 (Liceo Fermi)

Che Giacomo Leopardi sia stato considerato fin dall’Ottocento uno dei capisaldi per la costruzione dell’identità nazionale italiana è fuori discussione: il poeta filosofo è stato incluso in tutti i canoni di letteratura italiana elaborati sin d’allora, così come spesso ha trovato posto – certo meno di quanto meriterebbe – nella storia del pensiero. Come Foscolo e Manzoni, il suo spessore filosofico è profondo, la sua lingua poetica giunge a vette non dimenticabili, l’acume spesso aspro della sua prosa è ancora capace di snudare con veemenza le molte mistificazioni della vita umana.

Non solo tutti i suoi temi sono molto moderni e parlano con vigore anche alle generazioni attuali, ma, soprattutto, ha colto alle origini dell’età moderna elementi il cui sviluppo s’intende pienamente solo nel secondo Ottocento e soprattutto nel Novecento.

È questo il cammino che abbiamo scelto, con la 5 L-C, di seguire per la nostra ricerca, chiedendoci chi fossero, nel difficile XX secolo, gli “eredi” di quel suo pensiero scomodo, di quella sua lucidità senza ritorni, di quella sua capacità di guardare a fondo il presente e i “costumi degli Italiani” con l’acume di un antropologo e di coglierne i limiti, l’effimero e le contraddizioni, di demistificare i falsi miti o i luoghi comuni del progresso e della felicità collettiva.

Siamo generati nel mondo per la morte, dice Leopardi con parole che paiono anticipare Heidegger: assumiamocene la consapevolezza, assumiamocene la responsabilità. Non vendiamo illusioni facili.

Dopo l’entusiasmo positivista, il Novecento apre un pensiero della crisi che, nella letteratura italiana, si esprime in  alcune figure emblematiche: Luigi Pirandello, durissimo critico della civiltà delle macchine, della società che ci costringe a maschere; Italo Svevo, la cui visione apocalittica è forse quella che di più, fra tutte, nega una qualsiasi possibilità di riscatto; Eugenio Montale, che dalla speranza in un “varco”, in una possibilità di salvezza offerta dalla civiltà contro la barbarie totalitaria (tra le Occasioni e la Bufera e altro) approda ad uno sguardo sarcastico e desolato su un mondo moderno massificato e informe nelle rime di Satura; lo stesso sguardo che spinge Pier Paolo Pasolini a scagliarsi con accanita indignazione contro l’omologazione culturale che, dopo gli States, invade l’Europa e l’Italia del boom.

Ma il lascito di Leopardi non è solo lo svelamento della crisi: il suo messaggio di resistenza fiera parla con la voce di Elio Vittorini, che dalle pagine magistrali del “Politecnico” incita a non arrendersi, a cercare una cultura non consolatoria ma combattiva, capace di agire nel mondo; una sorta di neoumanesimo che permea anche le pagine critiche di Italo Calvino, che studia quali forze e risorse, interiori e collettive, opporre al disfacimento del mondo contemporaneo, all’inferno in cui rischiamo di naufragare, al labirinto cui lanciamo una sfida.

Ecco gli “eredi” di Leopardi: coloro che, tra gli altri, hanno raccolto la sua parola tesa a costruire un’identità italiana non nel senso retorico o più ovvio del termine, bensì come costruzione di una coscienza critica fondata su una cultura profonda e condivisa, su una società “stretta” capace di elaborarla e di porla a fondamento di valori autentici, su una consapevolezza che la condizione umana impone la presa d’atto dell’infelicità e quindi il gesto, eroico, di accettare e opporre valori e solidarietà. In una parola, quella dignità umana di cui il grande recanatese denunciava con parole ora accorate ora graffianti la mancanza desolata nel nostro paese. Rossella D’Alfonso (docente di Lettere Liceo Fermi)

19/01/14

Dante Paradiso



GIUSEPPE LEDDA, DANTE E LA METAMORFOSI

Andrea Cortellessa: L'impossibilità della parola nel Paradiso (video di circa 14 min)



La terza cantica della Commedia racconta la parte conclusiva del viaggio di Dante nel regno degli angeli e beati. Esso è il regno della luce, simbolo della beatitudine e della spiritualità ma anche della gloria e della potenza di Dio.  Nell’ultimo canto il protagonista raggiunge il fine ultimo della sua impresa, ottenendo di poter contemplare la luce divina.
Il viaggio di Dante nell’aldilà si svolge nella settimana santa del 1300, tra il mezzogiorno della domenica di Pasqua e il mezzogiorno del Lunedì dell’Angelo.

19/09/13

Romanticismo: Le affinità elettive

2013/2014 
______________________

Goethe, Le affinità elettive 


"Una storia d’amore chimica, crudele e magica. Il cristallo e il caos. Il romanzo
più enigmatico e trasparente che sia mai stato scritto. Un libro che fronteggia la morte. Quando un poeta, uno scrittore, un drammaturgo, uno scienziato, un pensatore e un veggente si fondono in una persona sola può avvenire un miracolo simile. E poi c’è Ottilia: il piano inclinato della perfezione, la regina dell’acqua, la mangusta".  – (Antonio Moresco)


SINTESI E BREVE COMMENTO ( da nilalienum)

Riflessioni di Alessandra Tugnoli  (da Bibliomanie)